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ELT: Nasce il telescopio da 42 metri

Ma dove costruirlo: deserto del Cile o Antartide?

Telescopio nel deserto cileno

Nella corsa per costruire il telescopio più grande del mondo, l'Europa lancia una nuova sfida agli Stati Uniti. L'European Southern Observatory ha presentato un progetto per realizzare l'osservatorio più grande del mondo: uno specchio da 42 metri di diametro contro uno di 30 metri messo in cantiere dagli astronomi d'oltreoceano. Il telescopio, cui partecipa anche l'Istituto nazionale d'astrofisica italiano, sarà terminato nel 2015 per un costo di 750 milioni di euro. Il telescopio con cui Galileo scrutò la Via Lattea nel 1609 aveva un diametro di 4 centimetri. Oggi fra i progetti dell'Eso c'è uno strumento da 42 metri di ampiezza.
Il primato dell'osservatorio più efficiente per il momento appartiene proprio all'Eso: è il Very Large Telescope (Vlt), quattro telescopi da 8 metri di diametro ciascuno sul monte Paranal, in Cile. Fra qualche mese un consorzio euro-americano renderà operativo il Large Binocular Telescope sul monte Graham, in Arizona. Entro il 2016 gli astronomi d'oltreoceano progettano di ampliare la famiglia dei telescopi giganti con altri due esemplari: Il Giant Magellan Telescope, di 24,5 metri di diametro e il Thirty meter Telescope arriverà a 30 metri.
Alla ricerca dell'aggettivo più roboante, l'Eso fino al termine del 2005 aveva cercato di sbancare con l'annuncio di un Overwhelmingly Large Telescope da 100 metri di diametro. "Francamente, un progetto esagerato, che l'Eso ha ridimensionato portando le dimensioni a una cifra variabile tra i 30 e i 60 metri. Anche la zona di installazione è ancora da decidere. Probabilmente alla fine si rimarrà in Cile. Nel deserto di Atacama dove già si trova Vlt c'è uno dei livelli di piovosità più bassi al mondo e la scarsa umidità non può che favorire il passaggio della luce attraverso l'atmosfera terrestre. Il telescopio però potrebbe anche essere installato in Antartide: aria tersa da un lato, ma difficoltà logistiche immense dall'altro. Quando sarà pronto l'Elt europeo permetterà di studiare in dettaglio pianeti che orbitano intorno ad astri simili al Sole. "E poi - conclude Salinari - ci sono quei misteri così fitti: com'è fatto quel 25% di materia dell'universo che non riusciamo a vedere? E come mai gli oggetti che si trovano alla periferia del cosmo accelerano la loro fuga?". 
Estratto da "La Repubblica"

 
 
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